| |
 |
Terzo mandato per i sindaci?
Chi si azzardi ad alzare gli occhi dalla strada (con rischi diinvestimento da parte di motorini impazziti) potrà ammirare in effige formato Monica Bellucci un vecchio socialista che ci spiega come non siano necessari volti nuovi, ma piuttosto idee nuove.
E noi ci ricordiamo immediatamente reiterate dichiarazioni da parte dei soliti Soloni che ci rassicurano sul fatto che "gli uomini passano, ma le Istituzioni restano". Lungi da noi tentazioni di carattere pessimistico-distruttivo:nel popolo italiano noi crediamo ancora, ma l'impressione è che ci sia chi pensi di muoversi in un contesto dove le Istituzioni crollano e gli uomini restano.
L'ultima trovata (ma forse non è nemmeno l'ultima, magari la colpa è nostra che ci siamo distratti un momento) è la proposta della possibilità del terzo mandato alla carica di Sindaco per i comuni sotto i tremila abitanti. E perché non cominciare da qui per rendere la carica vitalizia? Forse che il Sindaco ha meno dignità del Papa o del Governatore della Banca d'Italia? Ma noi siamo solo piccoli, semplici e modesti cittadini, non riusciamo ad andare al di là di banali considerazioni: proprio nelle realtà locali è possibile recuperare quella irrinunciabile limitata dimensione che globalizzazione prima ed europeismo poi rischieranno di farci perdere, e allora proprio qui vogliamo erigere delle barriere ad una partecipazione politica aperta al ricambio democratico?
Per la verità del fatto si parla poco (e auguriamoci sia solo un caso), a noi piacerebbe se ne parlasse un po’ di più, ma è chiaro: noi siamo colpevoli di essere partecipativi.
(F.S.)
|
|
 |
|