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RICORDANDO PIER LUIGI ZAMPETTI (di Loris Arena)
Dal 1° novembre scorso non è più tra noi il Prof. Pier Luigi Zampetti, l’autore della Teoria della Partecipazione a cui ci ispiriamo.
Ascoltandolo, nella facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Genova, dove insegnava Dottrina dello Stato e Sociologia dell’Organizzazione, noi studenti rimanevamo incantati dalla Persona e dalla Cultura. Non era un cattedratico “Barone” pieno di sé; tutt’altro, aveva uno splendido rapporto con i discenti. Delle sue lezioni abbiamo tutti un ottimo ricordo dato che ampio era lo spazio dedicato alle nostre impressioni sulla teoria partecipativa.
Ricordo, ad esempio, le dissertazioni sulla nostra Costituzione, che poi tanto “nostra” non è visto che mai è stata votata dal popolo italiano a cui, peraltro, appartiene la sovranità (art. 1) .
In particolare rammento la disamina di alcuni articoli tesa ad evidenziare la mancata applicazione di taluni principio fondamentali in essa contenuti. L’art. 34 II comma: “L’istruzione impartita per almeno otto anni è obbligatoria e gratuita”. Ma i genitori di tutti gli studenti hanno dovuto pagare i libri di testo, almeno durante la scuola media nonostante la recente introduzione di insufficienti palliativi.
L’art. 52 I comma testualmente recita: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino: “ E’ l’unica volta in cui nel testo fondamentale della Repubblica italiana leggiamo la locuzione “sacro dovere”, ma sappiamo tutti che il servizio militare è evitato da molti dietro pagamento di denaro o la conoscenza della “persona giusta al posto giusto, nel momento giusto”. Conoscenza essenziale d’altronde nei concorsi pubblici o nelle abilitazioni professionali.
Che dire poi dell’art. 31: “La Repubblica agevola con misure economiche la formazione delle famiglie”. È sufficiente recarsi in Francia per capire il significato delle parole “sostegno economico alle famiglie”.
Altra considerazione fatta, durante lo svolgimento delle lezioni, con l’ausilio della lettura di articoli di giornale riguarda i premi non riscossi nelle varie lotterie che, invece di essere distribuiti a chi ne ha veramente bisogno finiscono, dal 1948, nelle capaci tasche dei dirigenti del Ministero delle Finanze di Roma.
Alla faccia di tanti discorsi, dibattiti, conferenze, tavole rotonde ascoltati in televisione.
Senza poi dimenticare il concetto della non partecipazione del popolo, non solo nella scelta della Costituzione, come abbiamo già visto, ma anche nella im- possibilità dello stesso di eleggere i propri rappresentanti presso le Comunità Montane e le Pro – Loco. Basti pensare che in Canada, invece, i delegati dei diritti dei malati sono scelti dagli abitanti delle zone di residenza dell’ospedale e le foto degli eletti e i ruoli degli stessi sono esposti all’ingresso delle strutture ospedaliere.
Quanta strada dobbiamo compiere per far valere i nostri diritti!
Grazie di cuore, Professore, per averci fatto capire che il “Re è nudo” e che è arrivato il momento di cambiare.
Trarremo sicuramente giovamento delle tue spiegazioni e dei tuoi suggerimenti perché le tue idee saranno sempre con noi.
Riferendoci a Sant’Agostino, spesso citato a lezione ricordiamo le parole “arduo, difficile, inaspettato”.
Sappiamo che sarà così il nostro cammino ma faremo in modo di percorrerlo fino in fondo anche se, purtroppo, tu non sarai accanto a noi.
Grazie di tutto Professor Zampetti.
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