Manifesto della Partecipazione

Effetti della Riforma

A)Si otterrebbe la garanzia della fruizione dei diritti politici da parte dei lavoratori, i quali troverebbero così, un organismo preposto alla loro espressione. B)La possibilità da parte dei lavoratori di godere dei diritti politici loro ascritti dalla Costituzione, farebbe del diritto al lavoro un diritto politico. D’altronde, anche questo principio è sancito dalla Costituzione: ART. 1 “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”.

C)Un organo istituzionale, rappresentativo del mondo del lavoro, consentirebbe la partecipazione effettiva dei lavoratori all’attività legislativa dello Stato, garantendo tra l’altro, la possibilità di avvalersi delle relative e specifiche competenze. In questo caso, la qualità della legge, intesa come capacità di risolvere i concreti problemi del mondo del lavoro, verrebbe a giovarsene.

D)Il C.N.E.L in quanto organo politico sarebbe rappresentativo di tutte le categorie economiche, garantendo a tutte, la partecipazione alla vita politica del Paese. In questo modo si limiterebbero gli effetti deleteri –perché antidemocratici- di prassi ormai consolidate ancorché non istituzionalizzate, quali il processo di lobbyng e la concertazione neo corporativa, la quale assegna a pochi, privilegiati e perciò stesso onnipotenti soggetti (la Confindustria, la triplice sindacale e tutti i gruppi economici sufficientemente forti da essere in grado di condizionare le scelte politiche), il monopolio della rappresentanza politica del mondo del lavoro.

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