Manifesto della Partecipazione

Le proposte del Movimento di Partecipazione

A)Costituzionalizzare il principio dell’obbligatorietà di ordinamenti democratici interni per i partiti politici.

B)Trasformare i partiti: da partiti di soli iscritti a partiti di elettori. Il “peccato originale” infatti, consiste proprio nel fatto che le organizzazioni politiche hanno strutture a cui possono accedere solo gli iscritti ai partiti. Pur rivolgendosi all’intera Nazione, governano sull’intera comunità e quindi regolando la vita di tutti i cittadini, essi sono esposti ad un controllo democratico –peraltro, come si è visto, insufficiente- da parte di una esigua minoranza di cittadini: appunto quelli iscritti al partito.

Solo gli iscritti “concorrono con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Ne consegue un’incongruenza antidemocratica e inaccettabile: i cittadini iscritti ai partiti politici esercitano una forma di controllo democratico sulla vita politica del Paese; tale esperienza invece è preclusa ai cittadini non iscritti ad alcun partito politico, i quali, come semplici elettori, non dispongono di strumenti idonei per esercitare questo diritto. I partiti politici devono diventare uno strumento di effettiva partecipazione politica, garantendo l’esercizio dei diritti politici, tanto agli iscritti quanto agli elettori. •Agli iscritti dovrà essere riservata, attraverso il sistema delle elezioni primarie interne, la designazione delle candidature da proporre agli elettori -partito di iscritti-.

•Le candidature saranno così sottoposte alle scelte degli elettori. Operata la scelta di questi ultimi, gli iscritti nelle istituzioni dispongono di una doppia legittimazione democratica, espressa da iscritti ed elettori insieme. E’ su questa doppia legittimazione democratica che si basa sull’automatismo previsto dalle nostre proposte: gli eletti nelle Istituzioni diventano automaticamente, i dirigenti del partito –partito di iscritti e di elettori-.

Questo principio deve valere per ogni livello istituzionale. Solo in questo modo agli elettori, potrà essere aperta la via della partecipazione alla vita politica del paese, attraverso il controllo sugli strumenti preposti alla partecipazione politica.

C)In democrazia la questione dei “tempi” è fondamentale: una persistenza al potere da parte degli stessi soggetti, può diventare incompatibile con i tempi della democrazia. Una riforma in senso partecipativo non può non occuparsi di questo tema.

La proposta consiste nell’impedire l’esercizio del mandato politico per più di due volte consecutive, a tutti i livelli istituzionali. Per la tutela della democrazia questo provvedimento assume grande rilevanza, considerando che, secondo la nostra proposta, gli eletti nelle Istituzioni sono anche, di diritto, i dirigenti del partito. Non verrebbe soltanto impedita l’occupazione delle Istituzioni, ma soprattutto si eviterebbe il controllo dei partiti da parte dello stesso personale politico per un periodo di tempo troppo lungo.

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