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Manifesto della Partecipazione
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Confronto tra la situazione attuale e le nostre proposte
In questa sezione evidenziamo le lacune della situazione attuale e proponiamo in alternativa le nostre proposte di riforma.
Situazione attuale
1 Secondo l’art. 49 della Costituzione Italiana “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
2 I partiti sono lo strumento attraverso cui i Cittadini possono partecipare alla politica nazionale (e da quanto si possa
evincere dal dettato costituzionale) l’unico solo strumento.
3 Non esiste limite al ripetuto numero di mandati di ordine politico.
4 E’ possibile l’accumulo di cariche da parte della stessa persona.
5 In Italia (e non, ad esempio, in Svizzera) il membro del Parlamento può ricoprire altri incarichi istuzionali ed
esercitare la professione.
6 La scelta elettorale del cittadino è fatta su basi ideologiche o su un generico programma (l’eventuale programma
completo non è di facile reperibilità e, siamo onesti: chi di noi si prenderebbe la briga di esaminarlo interamente e con la dovuta attenzione? E questo per tutti i partiti.
7 Il bilancio comunale è di fatto di esclusiva competenza della dirigenza politica (pur eletta).
8 Il CNEL (Consiglio Nazionale di Economia e Lavoro) – Organo consultivo dotato di inziativa legislativa in
campo economico e per le politiche del lavoro - ritrova un riconoscimento solo formale della sua innegabile
importanza. E’ noto che nelle intenzioni del legislatore trattasi di organo rappresentante di tutte le categorie
produttive.
9 La formazione e la riqualificazione professionale (il “capitale umano”) si attuano attraverso iniziative esterne
all’azienda da parte di enti pubblici e/o privati. I primi limitano il loro impegno (lo Stato italiano impegna, rispetto
al PIL, un quarantatreesimo di quanto impegna la Svezia), mentre l’azienda non è generalmente disposta ad un
significativo impegno a motivo del rischio di preparazione di personale qualificato a favore della concorrenza.
10 Il solo rapporto esistente tra lavoratore ed azienda è la prestazione d’opera dietro remunerazione.
11 Le decisioni aziendali sono completamente sconosciute al lavoratore fino al momento della completa attuazione.
12 In caso di azienda vincitrice di appalto, oggi è possibile per questa demendare ad azienda similare l’esecuzione
dell’opera.
13 Il cittadino è tenuto al proprio contributo fiscale.
14 Il contribuente “paga” ed immediatamente perde di vista il proprio denaro.
15 La privacy del cittadino, oggi certamente difesa in maggior misura rispetto a ieri, corre notevoli rischi a motivo
delle potenzialità delle nuove tecnologie.
16 L’Unione Europea non è Stato, non è Nazione, non realtà federale né confederale, certo è organismo politico sovranazionale, e latrettanto certo è che è scarsamente democratico: il Parlamento europeo, organo elettivo, è dotato di ben scarso potere. Organo decisionale è unvece la Commissione, formata da non più di venti componeneti e che decide per quattrocento milioni di cittadini.
17 Il mondo tende alla globalizzazione, l’omologazione non riguarda solo la lingua, ma usi, tradizioni, “radici”.
18 Lo Stato è laico? L’Italia ha camminato lungamente in questa direzione, ma la strada non è e non sarà mai compiuta. La laicità dello Stato è problema che sempre si riapre e si riaprirà. Guai ad adagiarsi sugli allori.
Cosa non funziona
1 Sacrosanta la libertà per ogni cittadino di associarsi ad un partito, ma altrettanto sacrosanta quella di non aderire,
anche questi ultimi allora risultano condizionati dai primi, visto che il Partito determina la politica nazionale. (E
qui prescindiamo dall’aspetto oligarchico della dirigenza dei partiti).
2 Ribadiamo qui le considerazioni sopra svolte.
3 La questione dei tempi è fondamentale: la persistenza alla stessa carica da parte dell’idividuo crea un sistema
sclerotizzato per l’istituzione, ma anche per la stessa persona.
4 La situazione è motivo di sbarramento alla partecipazione di un maggiore numero di cittadini alla politica, ma
soprattutto crea difficoltà alla presenza ed alla assiduità nell’impegno dovuto a banali motivi di tempo.
5 L’aula parlamentare semi-deserta (come talvolta è possibile registrare) è immagine desolante, ma soprattutto l’accumulo di incarichi è motivo di conflitto di interessi.
6 L’elettore al momento della votazione è in possesso di informazioni scarse, se non addirittura deviate (si pensi
allo sbandierato ed indubbiamente positivo tramonto delle ideologie, ormai ampiamente in atto, ma solo a livello
elitario). L’elettore risulta completamente escluso soprattutto dalle scelte della componente elettiva del potere
esecutivo.
7 Al cittadino è data la sola possibilità di giudicare il suo rappresentante al termine del mandato elettorale. Ma le spese sono immediatamente a suo carico. Manca allora un autentico monitoraggio della volontà popolare.
8 La formazione del CNEL risulta di fatto mistero per il cittadino e finisce con non essere né democratico né pluralista, ma un qualcosa di quasi corporativo, quando non sia mezzo di “favori” di mestieranti della politica.
9 Il capitale umano è la ricchezza del XXI secolo, almeno in una divisione internazionale del lavoro che assegna
all’Italia un ruolo ben diverso da quello dei paesi emergenti. E noi non curiamo la formazione dell’individuo.
10 Il lavoratore si sente estraneo all’azienda, salvo una eventuale (se esiste) forma di affezione del tutto astratta.
11 L’art. 46 della Costituzione recita: “ ... la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei
limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”. E’ noto come abbia trovato ad oggi alcuna forma di applicazione.
12 Ci sono almeno due ordini di conseguenze negative: l’azienda vincitrice di appalto di fatto consegue un guadagno
parassitario, mentre quella che l’opera svolge si trova costretta ad un costo iniziale che la spinge ad un taglio abnorme dei costi. Le conseguenze ricadono sia sulla buona esecuzione che sul fattore lavoro, che tenderà a sfruttare il più possibile.
13 Il contribuente non ha titolo ad intervenire sulla destinazione del suo carico fiscale se non per il famoso otto per
mille, capitato però un tempo quasi a sua insaputa.
14 Si pensi ad un antimilitarista convinto che di fatto contribuisce anche a spese militari.
15 L’aspetto negativo del problema è forse maggiormente potenziale che attuale, tuttavia non possiamo nasconderci la
serie di rischi presenti in un futuro più prossimo di quanto si creda.
16 Appare in tutta la sua evidenza il problema di questa mancanza di chiarezza sulla figura dell’Unione Europea dalle
aspirazioni democratiche e retta invece da una ristretta commissione priva di legittimazione di rappresentanza.
17 Lasciare che il ricordo delle storie e delle culture territoriali si affievolisca significa smarrire la propria identità. In
nome della globalizzazione non possiamo accettare di pagare tale prezzo.
18 Guasti e pericoli insiti in qualunque tipo di fondamentalismo sono ben presenti in ciascuno di noi. Quale tragedia
sarebbe se diventasse questo sistema statale, e magari con mezzi coercitivi.
Proposte del Movimento di Partecipazione
1 Personalità giuridica dei Partiti con conseguente regolamentazione giuridico-formale. Ovvio l’obbligo di ordimanti
democratici interni.visto che l’art. 49 prevede per essi una funzione che va ben oltre la “libera associazione” (anche
se obbligo è il “metodo democratico”).
2 Apertura democratica dei partiti politici ad iscritti ed elettori non iscritti. Sistema di elezioni primarie interne
destinate agli iscritti per designazione dei candidati alle elezioni a qualsiasi livello istituzionale.
3 Ineleggibilità, oltre il secondo mandato alla stessa carica istituzionale.
4 Incompatibilità da parte degli eletti a ricoprire più cariche contemporaneamente.
5 I membri del Parlamento non possono contemporaneamente ricoprire nessun altro incarico istituzionale, né
esercitare alcuna libera professione.
6 Obbligo, precedente le elezioni, da parte di partiti e coalizioni di presentare la lista dei candidati ministri ed
analogo obbligo nei comuni sotto i quindicimila abitanti per i candidati assessori e a livello regionale obbligo di
presentare i candidati a ricoprire ruoli di governo nelle giunte.
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7 Un Bilancio Partecipativo almeno per i Comuni sotto i cinquemila abitanti. Diritto del cittadino di prendere visione
del Bilancio e diritto di dissentire. Se questo avviene a maggioranza assoluta e per almeno tre esercizi (anche non
consecutivi) il Consiglio comunale decade.
8 Riforma del CNEL:
Obbligo di consultazione da parte da parte del Governo e del Parlamento per quanto attiene le
materie di sua competenza ed obbligo del Parlamento di esame delle sue proposte di legge entro 30 gg., elezione
dei componenti dietro designazione dei Partiti politici.
9 Investimento in formazione attuato allinterno dell’azienda congiuntamente da questa e dal lavoratore attraverso
un fondo all’uopo costituito.
10 Economia partecipativa attraverso forme di capitalismo popolare: facoltà del lavoratore di investire parte della
retri buzione flessibile nell’azienda stessa.
11 Obiezione fiscale: diritto del cittadino a non contribuire al finanziamento delle Forze armate
12 Accesso dei lavoratori attraverso loro rappresentanti ad organismi consultivi e decisionali interni. (Si tratta di
Conseguenza della precedente proposta).
13 Riduzione significativa del sistema dei sub-appalti.
14 Diritto del contribuente a destinare una percentuale (ad esempio l’uno per cento) del proprio carico fiscale al settore
lui stesso giudicato prioritario. E’ evidente innanzi tutto l’impatto pedagogico, poi la minore insofferenza verso
l’esborso coatto, ma si tratta poi anche qui di una forma di monitoraggio sulla volontà del cittadino.
15 Obiezione fiscale: diritto del cittadino a non contribuire al finanziamento delle Forze Armate.
16 Democratizzazione delle Istituzioni dell’Unione Europea. Passaggio dal governo della Commissione (Organo
tecnico) ad un governo parlamentare (Organo politico/rappresentativo).
17 Riscoperta e salvaguardia delle culture territoriali.
18 Estrema attenzione ad una continua difesa della laicità dello Stato.
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