Manifesto della Partecipazione

I) Democrazia industriale. Partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende.

Il tema della democrazia industriale e delle possibili forme di coinvolgimento dei lavoratori nel processo decisionale interno alle aziende, è un argomento di grande attualità; ne costituiscono prova:

•Gli studi relativi a questo argomento, prodotti in numero sempre più cospicuo dalla letteratura specialistica (sociologia, teoria dell’organizzazione, sociologia economica ecc.)

•La produzione normativa di riferimento, tanto in sede nazionale (in molti paesi europei), tanto a livello Comunitario (pur se solo in termini di proposte).

•Le sempre più numerose esperienze attuate nei paesi capitalisticamente avanzati, di organizzazioni produttive e relazioni industriali in senso partecipativo.

Oggi infatti, ci troviamo di fronte ad una grande rivoluzione che coinvolge i sistemi produttivi dei paesi capitalisticamente evoluti, tendente a modificare completamente l’organizzazione del lavoro e, conseguentemente, la struttura produttiva nel suo complesso.

Da un punto di vista tecnologico la rivoluzione informatica, attraverso la creazione del sistema informatico e la informatizzazione del sistema produttivo tradizionale, ha causato la valorizzazione del capitale umano, incentrato sulle conoscenze, sul Know-How, ciò che a detta dei sociologi costituirà il vero capitale del XXI secolo.

L’impatto determinato da questo fenomeno sul modo di produrre e sulle caratteristiche della forza-lavoro necessaria per utilizzare questi strumenti è dirompente: la preparazione professionale diventa un’irrinunciabile necessità. La valorizzazione del capitale umano dipende dalla natura stessa del computer e degli altri strumenti informatici: senza l’interazione con addetti adeguatamente preparati , essi sono inutili.

Dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro questi cambiamenti non esprimono effetti meno significativi:

Dalla rigidità produttiva alla flessibilità produttiva



La divisione internazionale del lavoro e la concorrenza dei paesi in via di sviluppo, i quali sfruttano il basso costo della loro manodopera, rende necessaria la riqualificazione produttiva delle aziende dei paesi avanzati. Questo avviene marginalizzando la produzione in serie dei beni standardizzati (localizzata appunto, laddove è possibile impiegare manodopera a basso costo) e concentrandosi sulla produzione di beni di qualità ad alto contenuto tecnologico, i quali necessitano però, di un sistema produttivo più “elastico” di quello fordista. L’introduzione della tecnologia informatica, la produzione flessibile, la valorizzazione del capitale umano, producono però un ulteriore, grande fenomeno:

Dall’organizzazione produttiva fordista all’organizzazione produttiva a rete.

SCHEMA 1

  Sistema fordista Sistema partecipativo
Significato della mansione Modesto Elevato
Libertà nell'ambiente di lavoro Poca Molta
Coesione culturale Modesta Forte
Stile di leadership Autoritario Partecipativo
Tecnologia Macchine Computer
Addestramento Capacità Breve Poche LungoMolte
Centralizzazione Si No


Se capitale del XXI secolo sono le informazioni, le aziende che quotidianamente concorrono sul mercato, debbono possederne il più possibile, solo così potranno essere competitive. Tuttavia, la massa di informazioni necessarie a tale proposito è enorme e nessuno è in grado, tanto per la loro entità, quanto per la loro specificità, di possederle tutte. Questo vale per le poche persone che siedono nei consigli di amministrazione e, a maggior ragione, per il singolo proprietario dell’azienda. Ognuno ha le proprie, specifiche competenze; ma nessuno è onnisciente. Da qui nasce l’esigenza di una ridefinizione dei rapporti industriali, che siano basati sullo scambio collaborativo, su relazioni consensuali, e continuative tra i vari settori produttivi interni e tra i diversi soggetti professionali. In sostanza, i possessori del capitale materiale debbono avvalersi –se vogliono rimanere sul mercato- della collaborazione dei possessori del capitale umano, i quali vengono così chiamati a PARTECIPARE alla gestione aziendale. Questo personale assume così, in virtù della sua preparazione e degli alti costi della sua sostituzione (le posizioni di monopolio bilaterale) che ne sono conseguenza, un potere contrattuale che gli consente di modificare i rapporti industriali su un piano di maggiore pariteticità e quindi di maggiore democraticità, consentendogli di diventare co-protagonista del processo decisionale.

Inoltre, questa “riqualificazione”, se riguarda soprattutto i quadri intermedi, è pur vero che si va diffondendo a tutti i livelli lavorativi, causando la progressiva diminuzione del personale dotato di sola forza-lavoro.

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