Manifesto della Partecipazione

Partecipazione dei lavoratori alla gestione dell’azienda.

Democrazia industriale.



Obiettivi della partecipazione:

•Etici: favorire lo sviluppo della persona e della sua dignità

•Socio – politici: realizzare la democrazia industriale; estendere al mondo produttivo la prassi democratica.

•Economici: realizzare il capitalismo popolare: rendere proprietari i lavoratori. Rafforzare l’efficienza delle imprese.

Le soluzioni proposte dalla letteratura specialistica ed attuate concretamente, anche con l’apporto delle relative norme attuative, sono diverse: dall’azionariato popolare, alla costituzione di comitati di consultazione paritetici, alle varie forme di partecipazione economica, allo statuto cooperativo ecc. Alcune di queste soluzioni non sono soddisfacenti nei termini da noi voluti e relativi alla democratizzazione dei rapporti di lavoro: è il caso dell’azionariato popolare, anche quando riservato ai dipendenti. Esso può essere certamente un primo passo verso il coinvolgimento dei lavoratori, ma ha il grave limite di prevedere un coinvolgimento ed una gratificazione ( quando esistente) soltanto economici, lasciando completamente ai margini, irrisolta, la questione del coinvolgimento dei lavoratori nel processo decisionale. Per quanto riguarda nello specifico il nostro Paese, esso, come spesso accade, pare molto indietro nell’attuare questa rivoluzione. In Italia ad esempio, non è prevista la possibilità che i rappresentanti dei lavoratori siedano nei Consigli d’amministrazione delle imprese, nonostante la Costituzione riconosca esplicitamente ai lavoratori il diritto di partecipare alla gestione aziendale. Recita l’ART. 46 Cost. “Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge, alla gestione delle aziende”.

In Italia, a fronte di alcuni esperimenti ( “ il protocollo IRI” 1984, con l’introduzione dei Comitati paritetici misti; l’accordo di redditività del gruppo Olivetti 1988, tendente a realizzare una partecipazione economica dei lavoratori) stiamo ancora scrivendo “ sulla pagina bianca”. Da noi si è scelto di mantenere la prassi della concertazione centralizzata e con essa, la centralità politica delle tecnostrutture confindustriali e sindacali ( la triplice), piuttosto che “investire” in democrazia industriale.

Pagina precedente Pagina successiva

Hosting e realizzazione by Internet Dream Tigullio. Tutti i diritti riservati

Storia del Movimento Il Manifesto della Partecipazione Documentazione varia Relazioni sulle conferenze Relazioni sui seminari Organigramma del movimento Bibliografia Torna alla prima pagina Link interessanti Iscriviti alla newsletter! Per contattarci