| |
 |
Manifesto della Partecipazione
|
La proposta del Movimento di Partecipazione
Si tratterebbe di intervenire sulla natura della retribuzione. Una parte fissa stabilita per contratto, la quale svolgerebbe il classico compito di remunerare la quantità di lavoro erogata dal lavoratore.
Una parte variabile (indennità di funzione) che retribuirebbe la qualità del lavoro, ossia il capitale umano speso dal lavoratore stesso nello svolgimento del suo lavoro. La quota di retribuzione pagata sotto forma di indennità di funzione, potrebbe essere reinvestita dal lavoratore stesso, nell’azienda dove presta la sua opera.
Questo gli consentirebbe, non solo di prendere parte al processo decisionale, ma anche di partecipare al finanziamento dell’azienda, diventando di fatto co – proprietario dei mezzi di produzione.
I dividendi ricavati dall’investimento andrebbero, a loro volta, ad alimentare l’indennità di funzione.
L’ipotesi è quella di costituire un fondo comune interno di investimento, a cui possano accedere tutti (proprietari del capitale finanziario, possessori del capitale umano, managers, lavoratori di ogni livello), costituito proprio dall’investimento di parte dell’indennità di funzione.
A stabilire la politica aziendale ( entità e qualità degli investimenti, riqualificazione produttiva e professionale ecc.) provvederebbe il “Consiglio aziendale”, l’istituzione in cui si realizzerebbe il coinvolgimento dei lavoratori al processo decisionale.
Naturalmente con questa riforma non si scardinerebbe l’assetto proprietario delle aziende: i proprietari rimarrebbero proprietari, i dipendenti rimarrebbero dipendenti, ma s’instaurerebbero rapporti collaborativi e di paritetica dignità.
Questa prassi sarebbe altamente redditizia per tutti i soggetti coinvolti e per l’azienda, la quale avrebbe tutto da guadagnare nell’avere lavoratori coinvolti, partecipi ai destini dell’azienda stessa.
•Tutti diventato proprietari
•Tutti prendono parte alle decisioni
|
|
 |
|