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SEMINARIO
1a lezione: "Cos'è il sistema rappresentativo. Proprietà e diritti
politici"
SEMINARIO
"LE BASI MATERIALI DELLA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA"
2a lezione: "L'avvento delliberalsocialismo e la scomposizione della proprietà"
3a lezione: "Il capitalismo popolare e la ricomposizione della
proprietà"
4a lezione: "I partiti politici e la rappresentanza degli interessi"
Il seminario (svolto due volte l'anno) ha l'obiettivo di chiarire il rapporto tra economia e politica, indicando quale sia il sistema economico maggiormente compatibile con un assetto politico democratico. Nel corso delle lezioni è posto in rilievo come il sistema liberaldemocratico rappresentativo abbia storicamente fondato i diritti politici sul potere espresso dalla proprietà dei mezzi di produzione. Lo Stato liberale, infatti, era uno Stato "censitario", nel quale soltanto i proprietari godevano dei diritti politici attivi e passivi.
Con lo sviluppo del sistema capitalistico e con il conseguente ampliamento dell' area dei proprietari si è, parallelamente, ampliata l'area degli elettori (a conferma del rapporto supposto tra proprietà e diritti politici). Permanendo tale rapporto l'avvento del suffragio universale avrebbe dovuto essere la trasposizione politica della diffusione della proprietà (socializzazione). In realtà ciò non è avvenuto. Il sistema liberale si è evoluto in quello democratico (suffragio universale) senza realizzare la diffusione della proprietà privata dei mezzi di produzione. Il diritto di voto ha assunto (permanendo il rapporto proprietà / diritto di voto) la valenza di una sorta di titolo di credito da riscuotere in futuro (diventare proprietari per inserirsi pienamente nel sistema politico rappresentativo).
In sostanza l'evoluzione che ha condotto dal liberalismo alla democrazia ha percorso strade diverse secondo i soggetti sociali cui era riferita. Per i "proprietari" si è partiti dal potere (reale) della proprietà per giungere alla fruizione dei diritti politici; per i "non proprietari" viceversa si è partiti dall'attribuzione dei diritti politici per giungere alla riscossione del titolo di credito sotteso (la proprietà).
Il corso pone in evidenza i passaggi storico-politici che hanno impedito la realizzazione di questo obiettivo:
A) l'avvento del sistema liberalsocialista-consumistico;
B) la scomposizione della proprietà e la concessione del solo diritto al consumo.
Il diritto al consumo è, nei confronti del diritto di proprietà, un diritto depotenziato e come tale insufficiente a fare entrare pienamente il suo possessore nel sistema rappresentativo. Infatti, essere titolari del solo diritto al consumo pregiudica la possibilità di diventare proprietari (senza risparmio niente accumulazione, niente investimento e quindi niente proprietà), realizzando una profonda asimmetria tra cittadini di serie A (proprietari - elettori) e cittadini di serie B (elettori - non proprietari).
Questa situazione non può non ripercuotersi sulla reale condizione della democrazia, essendo il suo Statuto fondato sull' eguaglianza dei cittadini. Le basi materiali della democrazia consistono dunque nell' eguaglianza di status (proprietari - elettori). Uguaglianza qualitativa, non quantitativa.
Secondo la teoria partecipativa elaborata dal professor Zampetti, l'assetto economico più compatibile con questo principio è quello del "capitalismo popolare". Esso si fonda sul principio della diffusione (socializzazione) della proprietà privata dei mezzi di produzione attraverso la compartecipazione dei lavoratori alla gestione aziendale ( economicofinanziaria e direttiva).
Il corso procede con un' analisi storica dell' evoluzione economico-politica, mettendo in risalto le modificazioni strutturale e chiarendo alcuni concetti basilari (es. il concetto di rappresentanza politica, il concetto di "coalizione", quello di "finanziatori insider" ecc.). Da un punto di vista economico si evidenziano (3a lezione) le condizioni storiche che oggi
favoriscono l'avvento dell' economia partecipativa e del capitalismo popolare.
L'ultima lezione tratta delle necessarie riforme istituzionali atte a recepire, da parte del sistema politico, queste profonde trasformazioni.
Il seminario si tiene nei mesi di: 1) gennaio - febbraio
2) giugno -luglio
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